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Articolo inserito da Andrea Gorini in data 14/05/2023
Info S.Martino in Strada
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La Romagna non dimentica Aldo Spallicci

Venerdì 19 maggio 2023, alle ore 20.45, presso il Teatro parrocchiale di San Martino in Strada, piazzale della Pieve 1, Forlì, il locale Circolo ACLI organizzerà una serata dedicata a Aldo Spallicci (1886-1973), studioso delle tradizioni romagnole, poeta, medico, politico. 
L'iniziativa, dal titolo "Spaldo... la Romagna non ti dimentica", sarà aperta dagli interventi di Cristian Pancisi, presidente del Circolo ACLI, e da Gabriele Zelli che traccerà un profilo storico, letterario e politico di Aldo Spallicci.

A seguire Radames Garoia e Nivalda Raffoni leggeranno testi del poeta, mentre il Coro Città di Forlì, diretto dal Maestro Omar Brui, eseguirà le cante romagnole più belle composte da Spallici.
Ingresso a offerta libera. 

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Commenti
 
Commento inserito da Roberto Brunelli in data 30/08/2025 18:33:38
www.sanmartinoinstrada.com/p.asp?p=13793&i=1130

Aldo Spallicci e l´Unità d´Italia

(L´Emilia Romagna e la città di Forlì a Italia ´61)

Tra maggio e ottobre 1961 per celebrare il centenario dell´Unità d´Italia si tenne a Torino l´Expo 1961 (ufficialmente Esposizione Internazionale del Lavoro - Torino 1961) ma da tutti gli italiani ribattezzata Italia ´61. Il Comitato Promotore capitanato dall´On. Giuseppe Pella, previde due mostre: una storica a testimonianza del lungo travaglio attraverso il quale venne conseguita l´Unità d´Italia; l´altra incentrata sul tema del Lavoro, a conferma delle conquiste realizzate in cento anni nell´ordinamento economico e sociale dei popoli civili e delle prospettive che si aprivano alle nuove generazioni. A testimonianza di quanto "la vita regionale ha partecipato attivamente alla creazione della Nazione consolidandone lo sviluppo" si volle realizzare diciannove Padiglioni Regionali e un padiglione unitario a tema espositivo "i primi cento anni d´Unità d´Italia", con Direttore Artistico lo scrittore e regista Mario Soldati.

Soldati, facendo sue le parole del filosofo francese  Pierre Teilhard de Chardin "In tutti i campi - si tratti delle cellule di un corpo, o delle parti di una società, o degli elementi di una sintesi spirituale - l´unione favorisce ed esalta la varietà" delegò ai vari Comitati Regionali istituiti nel 1959 di rappresentare quanto l´Unità d´Italia, nel rispetto delle differenze, anche profonde, che tuttora le caratterizzavano, abbia testimoniato che, secondo l´antico concetto azegliano, non soltanto l´Italia era stata fatta, ma anche gli italiani.

Il Comitato Regionale dell´Emilia-Romagna, preseduto dall´Avv. Roberto Vighi, scelse come temi Le città capitali e Le bonifiche e l´industrializzazione dell´agricoltura. A proposito della prima tematica, fu citata la "Forlì, signoria degli Ordelaffi nel Medioevo", e si sottolineo come Bologna, capitale del Diritto che si andava affermandosi in quell´epoca, avesse abolito già nel 1256 la servitù della gleba per seimila cittadini, anticipando di secoli una conquista sociale che l´Europa avrebbe conosciuto soltanto con la Rivoluzione Francese.

Per poi sottolineare come le bonifiche e l´industrializzazione dell´agricoltura abbiano portato non solo, come recitava un pannello, La vittoria degli uomini ha vinto la palude, ma anche come il progresso di questa regione potesse e dovesse riflettersi nella vita dell´intero paese - un´idea plasticamente evocata dal grande albero in bronzo di Quinto Ghermandi, esposto al centro del Padiglione.

Tra maggio e ottobre vennero organizzate le giornate regionali, durante le quali, nell´Aula Magna dell´Università di Torino, studiosi ed esponenti locali tennero conferenze sui temi illustrati nei singoli padiglioni.

A tali giornate presero parte i Sindaci di tutti i capoluoghi di Provincia; per rappresentare Forlì fu chiamato a intervenire il Professor Idilio Missiroli all´ora alla guida di una giunta bicolore verde-bianco (P.R.I. - D.C.), dopo che alle elezioni comunali del 1960 il Partito Repubblicano, con il 24,3%, aveva reso possibile il governo della città insieme al 20,4% della Democrazia Cristiana.

Sabato 16 settembre 1961 la delegazione dell´Emilia-Romagna, guidata dall´Avv. Roberto Vighi Presidente della Provincia di Bologna, venne accolta dal saluto dell´On. Achille Marazza, il quale, nel suo discorso sottolineo: "La vostra regione particolarmente tormentata negli anni che precedettero il Risorgimento e particolarmente tormentata negli anni stessi del Risorgimento stesso. La vostra regione che era all´avanguardia allora e che è all´avanguardia oggi nella via del progresso e dell´amore per il nostro paese, nel desiderio, cioè di dare all´Italia quella configurazione amministrativa e quella configurazione sociale che è oggetto degli ideali più alti di tutti coloro che amano veramente la terra in cui sono nati". 

Parole alle quali l´Avv. Vighi rispose concludendo così il suo intervento "E se Torino è la culla del Risorgimento, l´Emilia-Romagna è la Regione dove esso si è fatto adulto, ove esso rivive maggiormente in una tradizione popolare, l´unità stessa della Patria". Subito dopo lascià la parola al Professor Lorenzo Bergonzini dell´Università di Bologna, che tenne un intervento dal titolo "Questa nostra Emilia" nel quale, partendo da problemi conseguenti all´annessione della regione al Piemonte, prospettò un futuro sempre più ricco di realizzazioni e di ulteriori promesse per l´Emilia-Romagna. Seguì quindi il poeta e On. repubblicano Aldo Spallicci con un sentito e caloroso discorso dal titolo "L´Emilia Romagna nella tradizione e la storia".

Spallicci, raccontano le cronache, rievocò con il suo riconosciuto estro di poeta e uomo di cultura, il carattere delle città e della regione ricordando poeti, artisti, fatti e vicende locali che, in una celebrazione come questa per il primo centenario dell´Unità d´Italia, acquistavano un particolare valore spirituale. Egli affermò che il moto che tiene quasi a battesimo il Risorgimento Italiano avviene alle Celle nei pressi di Rimini nel ´31 quando i volontari comandati dal Generale Zucchi si scontrarono col ben armato esercito austriaco, e come quel combattimento dette lo spunto a Giuseppe Mazzini per quella romantica e lirica Notte di Rimini, uno dei primi canti del nostro Rinascimento.

Nello specifico della città di Forlì, Spallicci si spese nell´elogio a una delle sue eccellenze: "Un ricco Museo Etnografico raccoglie a Forlì tutto quanto rappresenta il patrimonio folcloristico della Romagna", aggiungendo: "E´ la città che vanta il più completo Museo Etnografico d´Italia" e sottolineo: "In quella piazza magiore in cui sta per risorgere la statua del Triumviro della Repubblica Romana, Aurelio Saffi" andata distrutta durante gli eventi bellici dell´ultima guerra.

Roberto Brunelli

 

Bibliografia:

Le celebrazioni del primo centenario dell´Unità d´Italia / Italia´61, a cura di Comitato nazionale per la celebrazione del primo centenario dell´Unità d´Italia, Torino, Stamperia Artistica Nazionale di Torino, 1961.

La giornata dell´Emilia-Romagna: primo centenario dell´Unità d´Italia, Torino, 1961 : Italia´61, Bologna, Tip. Moderna, 1961.

Per approfondire l´argomento consiglio il sito www.italia61.org

Copertina dell´opuscolo consultabile presso la Biblioteca Comunale "G.C. Croce" di San Giovanni in Persiceto, P.zza Garibaldi, 7




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