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Articolo inserito da Roberto Brunelli in data 29/10/2008
Calcio
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Ghetti Guido

Un altro "prodotto" del "glorioso vivaio" della Polisportiva Sammartinese.

Parliamo del calciatore Ghetti Guido nato a Forlì il 25/06/1978 ruolo Terzino Destro attualmente in forza alla SPAL 1907 in 1^ Divisione ( l'ex C1 ) 

Ghetti è alto 183 cm per un peso di 75 kg.

 Questa la sua Carriera ad oggi:

STAGIONE SQUADRA SERIE PRESENZE GOAL
1996-1997 A.C. FORLI C2 20 -
1997-1998 A.C. FORLI D 31 5
1998-1999 A.C. MANTOVA C2 27 3
1999-2000 A.C. MANTOVA C2 27 3
2000-2001 A.C. MANTOVA C2 7 -
2001-2002 A.C. MANTOVA C2 17 -
2002-2003 A.C. FORLI C2 32 3
2003-2004 A.C. FORLI C2 30 2
2004-2005 CASTEL SAN PIETRO TERME CALCIO C2 36 1
2005-2006 CASTEL SAN PIETRO TERME CALCIO C2 34 1
2006-2007 SPAL 1907 C2 32 1
2007-2008 SPAL 1907 C2 29 -
2008-2009 SPAL 1907 C1 2 -

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Commenti
 
Commento inserito da Ortenzio Brunelli in data 25/04/2009 21:06:50

Riporto dal sito www.spal1907.net un intervista di Beatrice Bergamini "al nostro" Guido.

Ormai è “Guidone”. Che sta ad intendere un grande giocatore. Non tanto per fisicità quanto per generosità, per efficienza, per attaccamento alla maglia e, non ultimo, per le sue doti umane. “Guidone” ormai è sinonimo di Ghetti, tanto quanto “Paolino” lo è per Rossi o “Zambo” lo è per il capitano. Sono nomi che nascono così, direttamente dall’affetto dei tifosi ed anche degli addetti ai lavori. Perché non affezionarsi a giocatori come Guido Ghetti è pressoché impossibile. E quest’anno ancor meno possibile. Dopo due campionati in cui aveva vissuto da protagonista giocando praticamente tutta la stagione, questo rappresenta un po’ il suo anno d’oro da quando è alla Spal. Per diversi motivi. Intanto perché coincide con il suo esordio in Prima Divisione, o serie C1, poi perché ormai è il goleador acquisito in casa Spal, con le sue 4 marcature, che hanno rischiato di diventare pure 5 nel posticipo contro il Legnano. Insomma, Ghetti quando vede la porta avversaria non si tira mai indietro.

Merito anche di un passato da centrocampista?

“Chissà, forse sì. Quando giocavo in mezzo, nel centrocampo a tre o largo nella difesa a cinque, di gol ne ho sempre fatti. Poi nel 2002 mi hanno spostato dietro, in fascia o al centro. Così, per non perdere il vizio, io ci provo sempre a segnare…” .

E’ vero che questa può essere definita la tua stagione d’oro?

“Sicuramente questa è la mia stagione più bella da quando sono alla Spal. E, per ora, ricca di soddisfazioni. Però non mi riterrò soddisfatto se non andiamo ai play-off. Altrimenti i miei gol non saranno serviti a niente”.

Ma quello che ricordi con più emozione?

“Senza dubbio quello dell’1-0 contro la Reggiana. Un gol fatto nel derby ha tutto un altro sapore. In quella partita fummo noi della difesa a fungere da reparto avanzato… Il secondo gol lo fece Cabeccia, dopo poco che era entrato nel secondo tempo”.

Ghetti è sinonimo di affidabilità. Poco tempo fa lo diceva anche il tuo compagno di reparto, Stefano Lorenzi, riferendosi al fatto che raramente hai problemi fisici e che riesci a dare sempre grande continuità al tuo rendimento in campo e alla tua concentrazione. E’ così?

“In parte sì. Probabilmente è anche un dono di madre natura riuscire a mantenere sempre integro il mio fisico ed essere meno predisposto di altri ad avere infortuni muscolari. Da parte mia io cerco sempre di allenarmi al meglio e di condurre una vita il più possibile regolare. I cali di concentrazione? Quelli li ho anche io dai, sono umano! Però magari cerco di mascherarli con l’esperienza che questi anni da giocatore mi hanno permesso di raggiungere”.

Prima esperienza in serie C1 alla “tenera” età di trent'anni. Ma, dal campo, non sembra proprio che tu abbia accusato nessun problema di ambientamento nella nuova categoria:

“Sono riuscito ad inserirmi bene in un buon gruppo. In questa categoria qualche differenza in effetti c’è. C’è più gioco di palla, meno “lancioni” lunghi e via. Di corsa forse ce n’è meno che in C2. Lì pensi solo a correre dietro al pallone e basta. Qui si ragiona di più, c’è più tecnica”.

Un aggettivo per ciascuno dei tuoi compagni di reparto?

“Per “Zambo” calza a pennello l’aggettivo esuberante, in campo ovviamente. E’ esuberante ma senza mai fare troppi falli. Il perché è semplice, lui ha sempre i tempi giusti. Lorenzi è molto sicuro e riflessivo. Cabeccia è un ragazzo giovane ma che sta facendo molto bene. Mi piace molto”.

I tifosi della Spal hanno una predilezione particolare nei tuoi confronti, soprattutto quest’anno.

“Li ringrazio, adesso cantano anche il mio nome dalla curva… Non mi era mai successo, che emozione…”.

 




Commento inserito da Roberto Brunelli in data 06/09/2011 14:32:20

Il Forlì tessera Ghetti


Il F.C.Forlì annuncia tramite una nota ufficiale di aver perfezionato l'accordo per l'acquisizione delle prestazioni sportive del difensore Guido Ghetti (33), proveniente dalla Spal, dove in 5 anni ha collezionato ben 149 presenze fra C2 e C1, condite da 6 reti, con la conquista dei galloni di Capitano nelle ultime stagioni.

Ecco le immagini del giocatore scattate il giorno della presentazione ufficiale della squadra il 31/08/2011

Foto sopra la rosa completa del F.C. Forlì 2011/2012




Commento inserito da Gabriella Cortini in data 03/12/2011 07:46:32

Intervista al nostro "Guidone" Ghetti pubblicata su "Il Biancorosso" organo ufficiale del F.C. Forlì distribuito gratuitamente in occasione delle gare interne della squadra

GUIDO GHETTI

A Forlì ho passato momenti bellissimi, ma ora guardo avanti: possiamo vincerle tutte


Guido Ghetti, a 33 anni, ha deciso di tornare per la terza volta a di­fendere i colori della squadra della propria città, lasciando dopo tredici stagioni consecutive i professioni­sti.

 

Guido Ghetti, bentornato!

 

 

"Grazie!"

 

Dove e quando ha iniziato a gio­care?

 

"Avevo 5 anni ed iniziai nella scuo­la calcio della Sammartinese, dove rimasi fino ai 13 anni (Esordienti). Poi passai da 'Giovanissimo' nel Forlì, facendo tutta la trafila fino alla prima squadra"

 

Ci fu qualcuno che la spinse op­pure fu una scelta spontanea?

 

"Una scelta spontanea direi. Ero un bambino che aveva solo voglia di giocare e divertirsi" Perché  difensore? 

 

Di  solito  i bambini vogliono giocare tutti all'attacco! Aveva un ruolo pre­ferito?

 

"Veramente ho iniziato da centrocampista esterno. Fino alla precedente esperienza a Forlì con Rocco Cotroneo allenatore, ho giocato a metà campo. Le mie caratteri­stiche, comunque, mi hanno sempre permesso di rico­prire diverse posizioni"

 

Facciamo un passo indietro, quando ha capito che avrebbe potuto fare il calciatore vero?

 

"A 18 anni, fu allora che il Forlì mi propose il mìo pri­mo contratto. L'anno precedente da aggregato della Berretti, in C2, avevo collezionato 20 presenze ed anche se poi retrocedemmo, la società fu contenta di me e mi volle confermare in serie D"

 

E poi? Forlì come trampolino di lancio?

 

"Si, senz'altro. Quell'anno mi misi in luce con 31 pre­senze e 5 reti e fui notato dal Mantova, che allora dispu­tava la C2 e mi prelevò in estate "

Una piazza prestigiosa ed importante.

 

Come anda­rono le cose?

 

"Nel complesso molto bene personalmente, un po' meno come squadra, perché in 4 stagioni non riuscim­mo a vincere il campionato, pur avendone l'ambizione. Mantova è stata comunque una tappa fondamentale per la mia crescita. Il primo anno, approfittando della rego­la sui giovani, essendo del 1978 (20 anni ndr), giocai parecchio segnando anche alcune reti, così come nella seconda stagione. Poi dovetti prestare il servizio milita­re ed essendo di stanza a Roma non riuscii ad allenarmi con continuità: ne risentì il mìo rendimento, collezionai poche partite ed in quel momento mi sentii frenato. L'ultimo anno andò meglio ma alla fine tornai a Forlì. Tecnicamente e tatticamente migliorai moltis­simo perché, pur continuando a giocare esterno di centrocampo, l'impostazione voluta dal mister mi vide impegnato sia in un reparto a cinque che a tre, ampliando il mio bagaglio. Presi definitivamente co­scienza dei miei mezzi"

 

Ecco, appunto, il Forlì ma so­prattutto Cotroneo... Una svolta importante...

 

"Si, infatti come dicevo prima fu proprio l'allenatore calabrese a cambiarmi ruolo. Decise d'impie­garmi terzino per la mia corsa, per la spinta costante sulla fascia e da allora sono più o meno rimasto lì"

 

Che ricordi ha di quel biennio?

 

"Ricordi bellissimi, perché giocare per la squadra della propria città è speciaie, perché ricominciai ad  avere un buon rendimento, con tante presenze, realizzando diversi gol, anche importanti. E poi, per la seconda volta Forlì mi portò fortuna e mi rilanciai"

 

Dopo 2 campionati positivi, il Castel San Pietro...

 

"Si, mi fecero una buona proposta con un contratto triennaie e decisi di accettarla, seppure questo signifi­casse lasciare ancora una volta la mia città. Ebbi nuo­vamente I' occasione di mettermi in luce, riuscendo a diventare un titolare quasi inamovibile della formazio­ne giallorossa. Paradossalmente la seconda stagione, culminata con la retrocessione in serie D, mi permise di fare un ulteriore passo in avanti. Per regolamento, infatti, mi svincolai e questo permise il mio passaggio alla Spal, che avevo affrontato da avversario in quegli anni"

 

Ferrara, il culmine della sua carriera?

 

"Sicuramente 5 anni indimenticabili. I tifosi, l'ambiente, giocare al Mazza, sono emozioni grandissime, che mi porterò sempre dentro. Se a ciò aggiungiamo che mi trovavo di nuovo a lottare per l'alta classifica, dopo la parentesi di Castel San Pietro, e che forse avevo l'età e la maturità giuste, si capisce come il mix di elementi fosse perfetto. I ricordi e gli episodi speciali si sprecano e a quell'esperienza sono legate le gioie più grandi che abbia vissuto finora da calciatore. "

 

Quali sono? Ce ne descriva qualcuno.

 

"Realizzai un gol importante e vincente in un derby con la Reggiana, molto sentito da quelle parti. Un'altra mia marcatura ci permise di battere il Novara e trova­re la vetta solitària in C1, risultata poi inutile, perché la settimana successiva fummo sconfitti dal Cesena e superati nuovamente. Un' enorme soddisfazione fu poi indossare la fascia di capitano: a dire la verità il titolare era Zamboni ma in sua assenza spettava a me e capitò diverse volte. Ma la gioia più grande resta il ripescaggio dell'estate 2008, quando salimmo in CI. "

 

Abbiamo parlato di ricordi positivi. Momenti meno fortunati ne hai passati?

 

"A parte la retrocessane dell'ultimo anno al Castello, e le mancate vittorie finali di Mantova, direi che la de­lusione più cocente è stata la sconfitta nella semifinale play-off di serie C2 del 2008, quando incredibilmente cedemmo al Portogruaro. Avevamo vinto l'andata per 1-0 e dopo il primo tempo della gara di ritorno eravamo sopra 2-0, ebbene riuscimmo nell'impresa di subire 3 reti nella ripresa, venendo così eliminati. Fu un'ama­rezza grandissima ma come detto prima, in estate ci fu poi il ripescaggio che rimise tutto a posto, cancellando la delusione. Resta il fatto che sul campo non ho mai avuto la gioia di vincere un campionato"

 

Veniamo allora al presente, chiusa l'esperienza di Ferrara ha vissuto un'estate da "disoccupato", poi un giorno...

 

"Si, ho fatto la preparazione con la selezione dell'Aie, quindi terminato il raduno sono tornato a Forlì. In quei giorni anche il Forlì rientrava in sede dopo il ritiro ed allora ho chiesto di potermi allenare con la squadra, in attesa di una chiamata. La società ha gentilmente acconsentito ed ho notato fin da subito che nel grup­po e fuori regnava una bellissima atmosfera. Il fatto di ritrovare vecchi amici come Sozzi e Mordini è stato sicuramente piacevole, mentre il mister ed Evangelisti li avevo incrociati da avversari, e ciò ha contribuito fin da subito a farmi sentire a mio agio e coinvolto. Sono stato favorevolmente colpito dalla professionalità di tutti, dalla serietà che veniva messa negli allenamenti, dalla società, dai ragazzi e dall'ambiente sano che ho trovato. "

 

Quanto ha pesato tutto ciò sulla sua decisione di accettare la proposta del Forlì?

 

"Molto, perché trovare un ambiente sano e positivo è fondamentale per lavorare bene. Ho capito che qui a Forlì ci sono tutte le condizioni per far bene ed ho accet­tato con entusiasmo. L'idea di ritornare a calcare l'er­ba del Morgagni e di indossare nuovamente la maglia biancorossa ha poi fatto il resto" La maglia biancorossa diceva, pesa indossarla? E giocare al Morgagni che sensazioni le da? "No assolutamente. E' invece un onore ed un piacere sapere di poter regalare emozioni e soddisfazioni a tan­te persone che mi conoscono. Il nostro stadio è super, io ne ho visti tanti e di tutti i tipi e posso dire che ce lo invidiano in parecchi. Deve diventare la nostra arma in più, perché giocarci trasmette una grinta maggiore e gli avversari devono avere timore: di noi, dei nostri tifosi, del Forlì"

 

Dopo sole due giornate che idea si è fatto della squadra e del campionato?

 

"Per quel che riguarda il campionato è presto e non ho ancora abbastanza elementi per sbilanciarmi. La squa­dra però mi sembra assolutamente competitiva, possiamo dire la nostra soprattutto se rimarremo umili nelle vittorie e non ci deprimeremo nelle sconfitte. Perdere non è mai piacevole ma bisogna reagire e sotto questo punto di vista la partita di Verona è stato un segnale importante"

 

Personalmente invece come procede l'inserimento negli schemi di Bardi e l'affiatamento con i compa­gni, oltre all'aspetto della forma fisica?

 

"Con i compagni va tutto bene, ci si conosce sempre meglio giorno dopo giorno e ciò migliora anche l'aspet­to tattico. Non avevo mai giocato a tre, quindi mi ci è vo­luto un pò ' di tempo per capire i movimenti e poter sup­portare i compagni nel modo migliore. Fisicamente le cose sono a buon punto, domenica ad esempio a fine gara avevo ottime sensazioni e ne sono stato contento. Le gambe cominciano a girare e quando verrà il fresco ne trarremo tutti grande giovamento. " Infine, cosa si sente di dire ai tifosi? "Penso di poter dire che metterò tutte le mie capacità, l'esperienza e l'entusiasmo al servizio del mister e della squadra. Inoltre aggiungo che sia personalmente che come gruppo daremo tutto per raggiungere obiettivi im­portanti, onorare la maglia e rendere ì tifosi orgogliosi di noi"

 

Vincere il campionato?.

 

"Una alla volta, punto a vincere tutte le partite... "

 

Grazie Guido ed in bocca al lupo!

 

"Crepii"

 

Nel dettaglio la carriera del Neo-Biancorosso:

 

STAGIONE

SQUADRA

SERIE

PRESENZE

GOi

1996-1997

A.C. FORLl

C2

20

-

1997-1998

A.C. FORLÌ

D

31

5

1998-1999

MANTOVA FC

C2

27

3

1999-2000

MANTOVA FC

C2

27

3

2000-2001

MANTOVA FC

C2

7

-

2001-2002

MANTOVA FC

C2

17

-

2002-2003

A.C. FORLÌ

C2

32

3

2003-2004

A.C. FORLÌ

C2

30

2

2004-2005

CAST, S. PIETRO T.

C2

36

1

2005-2006

CAST. S. PIETRO T.

C2

34

1

2006-2007

S.P.A.L 1907

C2

32

1

2007-2008

S.P.A.L. 1907

C2

29

-

2008-2009

S.P.A.L. 1907

C1

32

4

2009-2010

S.P.A.L. 1907

C1

31

.

2010-2011

S.P.A.L. 1907

C1

25

1

2011-2012

FC. FORLÌ

D

 

 




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