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Articolo inserito da Alberto Gorini in data 09/11/2007
Storia
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Strade e Piazze di San Martino in Strada inaugurate il 4 Novembre 1951


PIAZZALE DELLA PIEVE
La chiesa di San Martino in Strada ebbe una grande importanza in antico e una giurisdizione territoriale estesa a una parte della Città sin presso la zona di Campostrino, come pare ad essa congiunta da un unico borgo popolato. La quale Pieve è ricordata nello strumento di donazione fattoli 14 maggio 926 dal vescovo Uberto all’abate Giovanni e a lungo costituì il Plebanato del nome,inoltre formato dalle chiese di San Vitale in Bussecchio, San Nicolò in Vecchiazzano e San Pietro in Grisignano, nell’insieme salvi particolari diritti, alle dipendenze dell’abbazia di San Mercuriale, perché compresa nella donazione avvenuta nel 1160 ; tuttavia codesta sovranità diede luogo sovente a liti fra quei Monaci, il Vescovo e la Comunità. Nel 1170 la chiesa di San Martino in Strada fu riconfermata Parrocchia ed i suoi arcipreti avevano l’obbligo del mantenimento di due cappellani o canonici per la cura delle anime, che ricevevano la investitura dall’abate di San Mercuriale ; gli stessi arcipreti che erano spesso di nobile famiglia, compresa la Ordelaffi, dovevano riconoscersi sudditi dell’abate e pagargli tributi in varie forme.In San Martino in Strada posero campo i francesi Jean d’Epèe il 14 settembre 1281, e vi bruciarono tutte le case ; Sigismondo Marchesi narra che quivi s’incontrarono il 5 aprile 1425 Guido Manfredi Signore di Faenza e il Duca di Milano, Signore di Forlì, presso il Bastione che si fabbricava allora sulla chiusa del fiume. L’antica chiesa era di stile lombardo a tipo basilicale.

VIA DEI CASTELLI – ( l’attuale viale dell’Appennino dal piazzale della Pieve verso Predappio )
Allude ai Castelli di Fiumana, Rocca d’Elmici, Predappio e Caminate, sovrastanti, le cui vicende furono per secoli collegate a San Martino in Strada in ordine alla posizione geografica e alla vicinanza. I quattro Castelli sino al 1797 appartennero a Forlì, da cui, avuti gli Statuti,ricevevano il Governatore. Allorché nel 1504 la Romagna ritornò alla Chiesa con Giulio II della Rovere, alla città fu riconosciuta, a riflesso della potenza antica, della gloria sua di Signora di molte terre fra l’Appennino e il Mare, la sovranità sui ricordati Castelli, uno dei quali, Predappio, ancora dopo la restaurazione pontificia del 1816 e i conseguenti riparti territoriali, chiese di poter rimanere come in antico legato a Forlì.

VIA DEL BASTIONE
Sigismondo Marchesi, nel Supplemento Storico, ricorda che il 5 aprile 1425 Guido Manfredi, Signore di Faenza, movendo incontro al Duca di Milano, Signore di Forlì si fermò sul bastione che proprio allora si fabbricava sopra la chiusa del fiume a San Martino in Strada. Il bastione , come dal nome, era un fortilizio, e serviva a impedire ai nemici di irrompere da quella parte del borgo, quindi di procedere, con una manovra di avvolgimento, su Forlì. La costruzione fu forse ispirata dalle esperienze fatte durante l’assedio del 1282, allorché le truppe francesi di Martino IV, al comando del Conte di Romagna, Jean d’Epèe, compirono gli stessi movimenti per investire Forlì da sud-est.

PIAZZETTA DELLA CARBONERIA
In ricordo della Sètta che aveva affiliati in San Martino in Strada, soliti a radunarsi nella Camera Buia, che si trovava nella località. Il ricordo che si conserva è da mettere in relazione al movimento carbonaro che faceva capo alla Vendita dell’Amaranto, fondata nel luglio 1817 nella Villa del Conte Pietro Saffi in San Varano.
La Vendita aveva creato diverse sottosezioni, anche di giovani, denominate Società della Fortezza, della Speranza, Figli dell’Onore, Libreria, Figli della Morte, ecc.,con ramificazioni in San Martino in Strada, villaggio di artigiani in cui fiorivano cospiratori e combattenti per la causa nazionale.

VIA TERESA CATTANI SCARDI – Eroìna – 1807 – 1850 –
Nata in Collina da modesta famiglia, andò sposa al patriota Vincenzo Scardi e con lui divise i rischi dell’azione rivoluzionaria. Il 5 febbraio 1831, allo scoppiare dei moti liberali, partecipò all’assalto del Palazzo Legatizio di Forlì agitando una bandiera tricolore, che riuscì a issare alla ringhiera, tra le fucilate, in segno di vittoria. Con la stessa bandiera fregiata della scritta “ O Libertà o Morte “, postasi alla testa di una colonna di donne militarmente inquadrate, si recò a Cesena per infondere il proprio ardore a quelle popolazioni. Il 22 marzo successivo si rifugiò a Rimini con il Governo Provvisorio. Dopo gli avvenimenti del 1849 seguì il marito nel breve esilio di Macon in Francia.

VIA FRATELLI SENDI – Venanzio e Antonio –
Appartenenti a famiglia artigiana di San Martino in Strada, nati da Giuseppe e da Domenica Brunelli, operarono per la redenzione d’Italia come cospiratori e combattenti.
VENANZIO – 1810 – 1878 – Macellaio, rivoluzionario del 1831 e soldato alla Battaglia del Monte il 20 gennaio 1832, subì vari processi nel tempo, una condanna a tre anni di opera pubblica nel maggio 1834, per attentato alla sicurezza dello Stato e minacce ai Militi Pontifici. Partecipò ai moti delle Balze nel 1845 al seguito del Conte Piero Beltrami, che, falliti, si rifugiò in Toscana, ove fu tratto in arresto in Badi con altri commilitoni ; rilasciato andò esule in Francia e nel 1846, per effetto dell’amnistia concessa da Pio IX, potè ritornare in patria. Nel 1848 fu soldato nel Battaglione “ Alta Romagna ed Umbria “, nel 1849 combattè nel 9° Reggimento di Linea Romano in difesa della Repubblica, alle stesse Campagne partecipò :
ANTONIO – 1813 – 18?? – Sarto, pure soldato nelle formazioni militari ricordate. Negli elenchi compilati da Antonio Riva, per lunghi anni benemerito e solerte segretario della Società dei Reduci delle Patrie Battaglie in Forlì, figurano fra le persone che militarono con Venanzio e Antonio, i loro congiunti : Pietro n.1822, Giovanni n.1824, Cosimo n.1824, muratore, soldato nella III Legione Romana a Vicenza nel 1848, Gaetano ebbe il grado di caporale nel Battaglione Benzi nel 1848.


ANTONIO SIBONIPIAZZETTA ANTONIO SIBONI – 1846 – 1869 –
Bracciante nativo di San Martino in Strada, fu volontario con Garibaldi nel Trentino e Mentana, morto in conseguenza della guerra.













MARIO PERSIANI VIA MARIO PERSIANI – 1893 – 1916 –
Colono di San Martino in Strada, soldato nell’ 11° Fanteria. Morì da prode combattendo sul Podgora ( Calvario ),
il 7 agosto 1916. Alla sua memoria fu decretata la medaglia di bronzo al valore con la seguente motivazione :
“ Quale portatore di ordini, senza titubanza alcuna e sempre immedesimato nelle proprie mansioni, affrontava zone battute da mitragliatrici, finchè cadde colpito a morte “.








VIA FRATELLI CANGINI
In ricordo di due valorosi combattenti caduti per la Patria.

GIUSEPPE CANGINIGIUSEPPE – 1887 – 1915 – Nato a Civitella di Romagna nel 1887, calzolaio,residente come il fratello nella Frazione sino dall’infanzia, fu volontario di guerra, soldato nell’ 11° Fanteria, morì in Sacile il 21 dicembre 1915 per malattia contratta al fronte.













EUGENIO CANGINIEUGENIO – 1894 – 1918 – Nato a Forlì nel 1897, operaio, soldato nell’ 89° Fanteria, morì il 18 luglio 1918 in Bligny ( Francia ) e fu sepolto in quel Cimitero militare Italiano.














VIA ANTONIO PLACUCCI – 1894 – 1915 –
Bracciante di San Martino in Strada, Bersagliere nel 6° Reggimento, primo dei Forlivesi caduti sul campo e il terzo fra i decorati dell’Esercito nella guerra contro l’Austria. La medaglia di bronzo al valore ne consacra la memoria : “ Durante il combattimento si condusse in modo visibilmente sereno, dando bell’esempio di coraggio e di salda disciplina fra i compagni, finchè venne ucciso da un colpo alla tempia destra.
Monte Ursich, 2 giugno 1915 “.


ALBERTO GARDELLIPIAZZETTA ALBERTO GARDELLI – 1918 – 1941 –
Meccanico di San Martino in Strada, Sergente pilota nella 393° Squadriglia di Caccia, caduto in combattimento aereo in zona di Gialo ( Deserto Cirenaico ) il 18 novembre 1941. Alla sua memoria venne proposta la medaglia d’oro al valore con la seguente motivazione : “ Giovane e ardimentoso pilota da caccia, in tre mesi di operazioni nei cieli africani, partecipava a numerose missioni belliche anche in mare aperto, dando costante prova d’entusiasmo, audacia e sereno sprezzo del pericolo. Chiesto ed ottenuto di far parte di una Sezione destinata alla difesa di un’importante località del deserto Pirenaico, il 18 novembre 1941 partiva su allarme con un altro camerata per contrastare l’attacco a volo radente di sei veloci caccia nemici, e con fredda determinazione ed irresistibile audacia non esitava ad attaccarli ed a colpire ripetutamente due di essi, finchè sopraffatto dal numero e dalla superiorità dei mezzi avversari, cadeva fulminato da raffiche nemiche al suo posto di gloria, magnifico esempio di spirito guerriero spinto fino al supremo sacrificio”.


LINO BERTONIVIA LINO BERTONI – 1914 – 1943 –
Colono di San Martino in Strada e soldato, ucciso dai tedeschi in una caserma di Reggio Emilia per la resistenza opposta alla occupazione il 9 settembre 1943.













ANTONIO PIAZZAVIA ANTONIO PIAZZA – 1924 – 1944-
Operaio nativo di Predappio, residente in San Martino in Strada, ebbe il grado di ufficiale in un Battaglione della 29° Brigata G. A. P. “ Gastone Sozzi “ ed operò sui monti di Strabattenza nell’alto Appennino. Sorpreso il 25 maggio nei pressi di Dovadola nel mentre trasportava armi, restava ferito in uno scontro con elementi delle
“ Brigate Nere “. Trasportato all’ospedale della cittadina, prima di morire disse alle suore : “ Mandate via i miei assassini ! “, perché si erano posti di guardia al suo letto. E’ sepolto nel cimitero della Frazione, accanto a Pino Maroni e Antonio Zoli.








ANTONIO ZOLIVIA ANTONIO ZOLI – 1915 – 1944 –
Falegname di San Martino in Strada soprannominato “ Fiscìn “, Vice-commissario di Guerra dell’ VIII Brigata Garibaldi “ Romagna “, dopo aver partecipato a numerosi scontri in Val di China, Santa Sofia, Monte Fragheto alla testa dei suoi uomini durante le vaste operazioni di rastrellamento compiute dai nazi-fascisti nell’aprile 1944, ed essersi portato sino al di là delle linee in campo alleato, trovandosi a compiere una esplorazione in vicinanza di casa sua, non resistette al bisogno di riabbracciare i suoi due bambini ed ivi catturato. Tenuto ostaggio lungo tre mesi, il 26 luglio veniva condotto al supplizio in Pievequinta con altri nove compagni di sventura, riusciti vani due tentativi di fuga lungo il tragitto fra Carpinello e la Frazione ricordata, benché ferito nel primo. La medaglia d’argento al valore ne consacra la memoria : “ Commissario di Guerra di un Battaglione Partigiano, fu organizzatore capace e animatore instancabile fin dall’inizio della lotta di liberazione. Sempre primo in ogni audacia seppe portare numerose volte i suoi uomini alla vittoria trascinandoli con l’esempio in ogni ardimento. Catturato di sorpresa durante l’espletamento di una missione di particolare importanza, veniva sottoposto a sevizie e torture, ma il suo animo non vacillò ed i suoi aguzzini nulla poterono strappargli che potesse compromettere i compagni di lotta. Condannato a morte cadeva da forte gridando “ Viva l’Italia “. Fulgida figura di Partigiano che tutto ha dato per la patria”.

PINO MARONIVIA PINO MARONI – 1915 – 1944 –
Falegname, nativo di Collina, residente in San Martino in Strada. Partigiano, Commissario di Guerra di Distaccamento della 29° Brigata G. A. P. “ Gastone Sozzi “,già segnalato per azioni numerose, sorpreso dai tedeschi con due compagni il 29 ottobre 1944, mentre trasportava armi da un deposito germanico, cadeva da prode dopo impari lotta con il nemico nel Piazzale della Vittoria in Forlì. Ecco il testo della motivazione della medaglia d’argento alla memoria : “ Partigiano valoroso, sempre distintosi per ardimento e sprezzo del pericolo fin dall’inizio della lotta clandestina, durante l’esecuzione di un audace colpo di mano contro un deposito di armi tedesche veniva sorpreso da una forte pattuglia nemica. Rifiutava l’ingiunzione di arrendersi, reagiva col fuoco e dopo aver ferito un militare tedesco gli strappava l’arma automatica dalle mani e con un tiro intenso ed efficace dava modo ai compagni di ritirarsi. Sopraffatto cadeva mortalmente colpito. Bell’esempio di generoso ardimento “.


VIA VIII NOVEMBRE – 1944 –
A ricordo della liberazione di San Martino in Strada dalla dominazione nazi-fascista.

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Commenti
 
Commento inserito da Roberto Brunelli in data 09/11/2007 21:06:49
Carissimo Andrea,

hai fatto ancora centro.

Sai quanto tempo ho pensato a questo libretto e su dove potermelo procurare per il sito !

Ricordo che ne avevamo una copia in classe alle Elementari a San Martino in Strada, penso fosse di proprietà della Maestra, l' indimenticabile Vallicelli Maria Fiorina in Santarelli.

GRAZIE ANCORA GORO !!!


Commento inserito da Alberto Gorini in data 12/06/2011 22:48:53

Tratto dal sito del Comune di Forlì, ufficio toponomastica, odonomastica comunale.

VIA ILARIA ALPI Quartiere: San Martino in Strada. 1961 - 1994, nata a Roma è stata una giornalista italiana del Tg3, uccisa in Somalia assieme all’operatore Miran Hrovatin. Conseguì il diploma presso il liceo ginnasio “Tito Lucrezio Caro” di Roma, si laureò in lettere dopo aver seguito i corsi di lingue e cultura islamica presso il Dipartimento di Studi Orientali dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Grazie all’ottima conoscenza delle lingue ottenne le prime collaborazioni giornalistiche da Il Cairo per conto di Paese Sera e de l’Unità. Ilaria Alpi fu uccisa mentre si trovava a Mogadiscio come inviata di Rai3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali. In ricordo di Ilaria Alpi dal 1995 si assegna ogni anno a Riccione il Premio Ilaria Alpi alle migliori inchieste televisive italiane dedicate ai temi della pace e della solidarietà.

VIA GIORGIO AMBROSOLI Quartiere: San Martino in Strada. 1933 - 1979, avvocato, esperto in liquidazioni coatte amministrative, liquidatore della Banca Privata Italiana, ucciso da un sicario ingaggiato per conto di Michele Sindona, sulle cui attività aveva avuto incarico d'indagare.

VIA AMEDEO AVOGADRO Quartiere: San Martino in Strada. 1776 - 1856, chimico e fisico piemontese che enunciò nel 1811 la cosiddetta legge di A.: volumi uguali di gas differenti, a uguale pressione e temperatura, contengono uguale numero di molecole. A lui si deve il moderno concetto di “molecola”.

VIA ACHIELLE BARGOSSI Quartieri: Ca' Ossi, Bussecchio, San Martino in Strada. 1847 - 1885, di Forlì. Avviato all'esercizio del commercio dal padre, percorse a piedi distanze notevoli per raggiungere i mercati limitrofi. Il 21 agosto vinse la prima scommessa di 120 lire con alcuni noleggiatori di cavalli che vantavano la velocità dei loro quadrupedi, capaci di percorrere la distanza da Milano a Monza di 15 km. in un'ora; percorse lo stesso tragitto in 58 minuti. A piedi raggiunse quasi tutte le città d'Italia dando prova di resistenza e velocità e sfidando di volta in volta uomini e cavalli. Fu perciò denominato l'uomo cavallo. Andò in Francia dove nel 1877 a Montpellier sfidò un cavallo vincendolo in una corsa di 37 Km. in circuito chiuso. Tutti i giornali esaltarono le imprese del Bargossi e lo definirono "l'uomo locomotiva" in quanto la media sua, anche nei luoghi percorsi era superiore a quelle delle vaporiere del tempo. Successivamente andò in Inghilterra e in America dove mori a La Pietra. Il Bargossi può essere considerato il primo maestro dell'atletica.

VIA GIOVANNI BRASCHI Quartiere: San Martino in Strada. 1891 - 1959, di Mercato Saraceno. Avvocato facente parte del Partito Popolare dalla fondazione, eletto deputato nel 1921 e nel 1924, diresse in quegli stessi anni la confederazione italiana dei lavoratori. Per aver preso parte all'Aventino ovvero all'opposizione antifascista che disertò per protesta il Parlamento nel 1924, dopo l'assassinio di Matteotti, fu tra i deputati dell'opposizione dichiarati decaduti dal fascismo. Dopo il 08.09.1943 partecipò alla guerra di liberazione, nelle fila della Resistenza in Romagna.

VIA MARCO BRIGANTI Quartiere: San Martino in Strada. 1972 - 2005, di San Martino in Strada, viveva a Poggio Berni (RN). Il capitano Briganti era partito da solo una settimana per la sua seconda missione in Iraq (dove si sarebbe dovuto fermare per quattro mesi), quando l’elicottero che pilotava precipitò in una zona desertica nei dintorni di Nassiriya. Aveva frequentato l’istituto tecnico aeronautico forlivese e aveva un trascorso di sportivo, come ciclista dilettante nella polisportiva “Forti e liberi”. Iniziò la sua carriera nel 1991 partendo per il servizio militare. Nel 1992 frequentò il 146esimo corso allievi ufficiali di completamento alla Scuola elicotteristi e dal 1999 era in forza al 7° AVES “VEGA” di Rimini, Reggimento Cavalieri dell’aria, dove ricopriva l’incarico di pilota osservatore elicotteri.

VIA CAMPO DEGLI SVIZZERI Quartieri: San Martino in Strada, Ca' Ossi. Detto anche "Prato degli Svizzeri" poiché nel 1833 la zona fu destinata a campo di manovra di un reggimento svizzero.

VIA BRUNO CANTARELLI Quartiere: San Martino in Strada. 1929 - 1997, nell'immediato dopoguerra, poco più che adolescente, inizia il suo impegno politico nel Partito Comunista Italiano come attivista di base. Nel 1948 si trasferisce momentaneamente a Premilcuore dove conduce la campagna elettorale per il Fronte Popolare. Apprende il lavoro di elettricista e negli anni '60 trova impiego presso i grandi magazzini Standa di Forlì dove continua a lavorare fino alla pensione nel 1989. Negli anni di lavoro presso la Standa si iscrive alla GCIL e svolge per lunghi anni il ruolo di delegato sindacale. Nel frattempo continua il suo impegno politico nel PCI. Per lunghi anni è anche consigliere di amministrazione della Coop Casa del popolo 'Angelo Dall'Agata' di S. Martino in Strada e si impegna nelle innumerevoli attività ricreative e culturali che vengono realizzate. Oltre all'impegno politico e sindacale la passione che lo accompagna fin da ragazzo è quella sportiva che lo porta, nel 1976, ad essere animatore e fondatore della Polisportiva Sammartinese. Scompare prematuramente il 2 dicembre 1997.

PIAZZETTA ALFREDO CASADEI Quartiere: San Martino in Strada. 1884 - 1942, di S. Martino in Strada. Invalido della I guerra mondiale (1915 - 1918), ferito gravemente a Castone degli Ovuli (Gorizia), fu costretto su una sedia a rotelle fino alla morte.

VIA CAVALLETTO Quartieri: Magliano, San Martino in Strada, Carpena. Toponimo del luogo.

VIA CROCETTA Quartieri: Carpena, Magliano, San Martino in Strada. Già comunale Crocetta. Dal nome della comunale.

VIA CARLO ALBERTO DALLA CHIESA Quartiere: San Martino in Strada. 1920 - 1982, di Saluzzo (Cuneo). Generale dei Carabinieri, nelle funzioni di Prefetto speciale è stato ucciso a Palermo in un attentato mafioso.

VIA GIOVANNI D'APPIA Quartiere: San Martino in Strada. Condottiero francese del XIII secolo. In data 14 settembre pose il suo campo nei pressi dell'attuale via D' Appia bruciando tutte le case che vi si trovavano.

VIA DEGLI AUTIERI Quartiere: San Martino in Strada. In ricordo dei conducenti di autoveicoli militari italiani che hanno perso la vita in servizio.

VIALE DELL'APPENNINO Quartieri: Ravaldino, Ca’Ossi, Resistenza, San Martino in Strada, Grisignano, Collina, San Lorenzo in Noceto. Già sobborgo Ravaldino, via Predappio e via Torino. Dal nome della zona, prima collinare, poi appenninica a cui il viale conduce.

VIA MARIO FANTINELLI Quartiere: San Martino in Strada. 1896 - 1968, di Forlì. Si arruolò volontario nella I guerra mondiale (1915-18) e prestò servizio ininterrotto sino al 3 dicembre 1919 in qualità di fante prendendo parte ai combattimenti svoltisi sui fronti del Podgora, del Carso, e del Piave. Fu decorato con medaglia d'argento al valore militare conferitagli sul campo quando era caporale del 16° Battaglione d'assalto, il 29 gennaio 1918 sul Monte Val Bella. Richiamato nella II guerra mondiale (1940-45) con il grado di tenente dell’11° fanteria Brigata Casale, raggiunse il fronte greco-albanese e dopo l'8 settembre 1943 seguì con altri ufficiali romagnoli la deportazione in Germania e il campo di concentramento.

VIA FEDERICO SECONDO Quartiere: San Martino in Strada. 1194 - 1250, figlio di Enrico VI di Hohenstaufen e di Costanza d'Altavilla, re di Sicilia e di Germania, fu incoronato imperatore da Onorio III nel 1220. Fu in lotta con il Papato per non aver mantenuto la promessa fatta ad Innocenzo III di dividere i due regni e di condurre una crociata. Avendo infine ottenuta Gerusalemme (1227) con trattative anziché con le armi, venne scomunicato da Gregorio IX. La sua pretesa di governare l'Italia da sovrano assoluto spinse i comuni italiani a riunirsi in una seconda Lega Lombarda, mentre il papa bandiva contro di lui una crociata e scioglieva i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà. Federico II riusciva a battere gli avversari a Cortenuova, ma a Parma e Fossalta veniva sconfitto. Forlì era una città ghibellina, ma questa scelta di campo dipendeva dal fatto che era guelfa la città confinante, Faenza, con la quale anche nel Duecento continuarono conflitti militari. Nel 1230 furono giurati a Forlì i patti della lega ghibellina con Ravenna e Rimini. Ma i cambiamenti di alleanza erano frequenti e non mancarono conflitti con la stessa Ravenna, finché una nuova tregua fu stipulata nel 1234. Dopo il 1237 Forlì ha sempre seguito le sorti dell'imperatore, ricevendo in dono lo stemma con l'aquila nera in campo d'oro, assieme alla concessione del diritto regale di battere moneta nel 1241.

VIA FRA' GIROLAMO DA FORLI' Quartiere: San Martino in Strada. 1348 - 1437, frate domenicano dell'ordine dei predicatori, teologo, storico, predicatore, scrittore che per primo ha utilizzato la tecnica del chronicon per descrivere le vicende cittadine, ovvero il primo cronista forlivese . VIA GANDHI Quartieri: San Martino in Strada, Grisignano 1869 - 1948, Mohandas Karamchand Gandhi, detto il mahatma (grande anima), capo del movimento per l'indipendenza indiana, creatore di una dottrina basata sulla non-violenza e sull'amore universale. Dal 1893 al 1914 si adoperò nell'Africa meridionale per il riconoscimento dei diritti civili degli Indiani. Tornato in patria, nel 1921 propugnò la disobbedienza civile alle autorità inglesi. La sua lotta, nel corso della quale fu incarcerato varie volte, fu coronata dal successo nel 1947 quando, dopo lunghe trattative, l'India ottenne l'indipendenza dall’Inghilterra. Poco dopo fu ucciso da un fanatico indù. C. T. del 10.05.1983, C. C. 349 del 06.07.1983.

PARCO OFELIA GAROIA Quartiere: San Martino in Strada. Figura emblematica del mondo del commercio ambulante. Nata a Durazzanino nel 1909 da una famiglia di braccianti, entrò nel 1936 –durante la guerra di Spagna- fra le file del “Soccorso Rosso” continuandone l’attività fino al 1943. Sino all’ 8 settembre 1943 partecipò al lavoro di costruzione dei primi gruppi partigiani e fin dall’ottobre diresse i Gruppi di difesa della donna che avevano il compito di raccogliere e far pervenire ai partigiani armi, fondi, indumenti e medicinali. Fu organizzatrice di scioperi e partigiana dalla 29esima Brigata Gap. Nel 1945 fu chiamata a far parte della Consulta nazionale, organismo che doveva preparare l’Assemblea costituente. Area verde adiacente la nuova lottizzazione tra la nuova via M. Briganti e via Mondina.

VIA GIUSEPPE IMPASTATO Quartiere: San Martino in Strada. 1948 - 1963, nacque a Cinisi (PA) da una famiglia mafiosa. Ruppe con il padre ancora ragazzo, che lo cacciò via di casa, ed avviò un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino “L’idea socialista” e aderisce al Psiup. Dal 1968 in poi partecipa alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali; nel 1976 fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata con cui denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 ed il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale.

VIA MADRE TERESA DI CALCUTTA Quartiere: San Martino in Strada. 1910 - 1997, di Skopje, capitale del Kosovo. A 17 anni nasce in lei l’interesse per le missioni. Nel 1928 parte per l’India, dove viene vestita con l’abito religioso a Darjeeling, 650 km a nord di Calcutta. Viene trasferita a Entally, presso Calcutta, per insegnare in una scuola per orfani. Nel 1946 istituisce le “Missionarie della carità”. Per anni lavorerà duramente per la sua fondazione e per l’istituzione di altre, come direttrice e mettendo a disposizione dei poveri gran parte del suo tempo e delle sue forze fisiche. Nel 1990 si dimette per motivi di salute, ma viene rieletta, lei accetta perché convinta che sia la volontà di Dio, nonostante le malattie che l’aggrediscono.

VIA MALATESTI Quartiere: San Martino in Strada. Malatesti o Malatesta. Nobile famiglia che ebbe in signoria città e castelli di Romagna e di altre parti d'Italia. Rimini, Pesaro e Cesena furono i centri maggiori del loro dominio, esteso anche al Montefeltro, ad Ancona, a Fano, a Fossombrone, a Bergamo e Brescia. A questa famiglia appartennero Giovanni lo Zoppo o Gianciotto, marito di Francesca da Rimini, e Paolo amante di questa, e con lei ucciso da Gianciotto come ricorda Dante nell'Inferno (canto V); Domenico fondatore della biblioteca Malatestiana e Sigismondo, condottiero e mecenate, che fece edificare a Rimini il Tempio Malatestiano (vedi via Gradara).

VIA GIUSEPPE MAZZATINTI Quartieri: San Martino in Strada, Ca'Ossi. 1855 - 1906, di Gubbio. Studioso di fama mondiale, fu per lunghi anni direttore della Biblioteca di Forlì ed insegnante al Liceo Classico sempre di Forlì, città a cui dedicò gran parte del suo lavoro in quanto cultore di storia forlivese. Pubblicò nel 1893, insieme ad Egidio Calzini, altro studioso di storia forlivese, la "Guida di Forlì" e nel 1898, "Leone Cobelli e la sua Cronaca", uno studio sulle fonti delle "Cronache Forlivesi" del Cobelli.

VIA AURELIO MELANDRI Quartiere: San Martino in Strada. 1895 - 1945, ceramologo forlivese. Presente ad ogni scavo che veniva eseguito, Silin, come veniva chiamato, realizzò, con il benestare della Sovrintendenza alle Gallerie, un museo delle ceramiche costituito da pezzi rari, integri o da lui stesso ricomposti. A questa mostra il Melandri aggiunse uno studio documentato sulla ceramica locale e le antiche fornaci, lavoro rimasto inedito. Partecipò alla II guerra mondiale (1940-45) come volontario nell'XI reparto d'assalto guadagnandosi due medaglie d'argento ed una d'oro montenegrina. Morì, ucciso da un autocarro alleato lungo la strada del Ronco.

VIA FRANÇOIS MITTERAND Quartiere: San Martino in Strada. 1916 - 1996, politico francese. È stato presidente della Repubblica francese dal 1981 al 1995. Nasce nel sud ovest della Francai, nella cittadina di Jarnac, durante la battaglia di Verdun, una delle più sanguinose della Prima Guerra Mondiale. Frequenta scuole cattoliche e inizia la sua attività politica nella Croix de feu (Croce di Fuoco), organizzatore della destra francese antitedesca, ma non antisemita. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale è nell’esercito francese e viene catturato dai tedeschi e deportato in Germania. A partire dal 1942 il generale Charles De Gaulle, entra a far parte delle fila della Resistenza francese. Nel 1947, a soli 31 anni, è il più giovane ministro di Francia avendo assunto il dicastero per gli affari dei reduci nei governi del socialista Parul Ramadier (Sfio) e del democristiano Robert Schuman (Mpr). Nel 1957, ricopre la carica di Ministro degli Interni nel gabinetto guidato dal radical Pierre Mendes-France. La massima carica della Francai repubblicana, che gli era sfuggita nel 1965 contro De Gaulle e nel 1974 contro Valery Giscard d’Estaign, viene conquistata nel 1981 nel ballottaggio contro il presidente uscente Giscard d’Estaign. Una volta insediatosi all'Eliseo Mitterand avviò una politica di nazionalizzazione in settori chiave dell0econimia a di riforme a favore dei diritti sociali e civili. Dopo 14 anni di Presidenza della Repubblica viene sostituito nel 1995 dal neo gollista Jacques Chirach e muore dopo una lunga malattia a l’8 gennaio del 1996.

VIA MONDA Quartieri: San Martino in Strada, Collina, Magliano. Già comunale della Monda. Dal nome della comunale.

VIA MONDINA Quartieri: San Martino in Strada, Grisignano. Già vicinale Monda. Dal nome della comunale e della vicinale.

VIA GIACOMO OLIVIERI Quartieri: San Martino in Strada. 1845 - 1917, di Forlì. Patriota, volontario nella III guerra d'indipendenza, fu decorato di menzione d'onore per essersi distinto nella battaglia di Bezzecca dove Garibaldi riportò la vittoria sugli Austriaci.

VIA OTTO NOVEMBRE Quartiere: San Martino in Strada. Data della liberazione della borgata nel 1944, ad opera delle truppe polacche.

VIA TITO PASQUI Quartiere: San Martino in Strada. 1846 - 1925, di Forlì. Studente in ingegneria civile all'Università di Bologna, nel 1866 vi conseguì due lauree. Nello stesso anno partecipò come volontario, nell’8° reggimento Volontari Italiani al comando di Achille Cantoni, alla III guerra d'indipendenza. Ripresi gli studi fu dapprima assistente alla Scuola Agraria di Bologna, quindi insegnante di estimo e costruzioni all’Istituto Tecnico di Ravenna. Fu chiamato a rappresentare il governo in varie esposizioni internazionali e divenne ispettore generale e presidente della bonifica dell'Agro Pontino. Fu eletto alla Camera nel 1897 durante la XX Legislatura. Lasciò una raccolta di libri e documenti alla Biblioteca civica di Forlì. Pubblicò diverse opere di argomento agrario: "Le macchine al concorso agrario di Ferrara, Coltivazione del cappero, La filossera".

VIA PAULUZZA Quartieri: San Martino in Strada, Bussecchio. Dal nome di un podere del luogo.

VIA GIUSEPPE PRATI (DON PIPPO) Quartiere: San Martino in Strada. 1885 - 1952, soprannominato Don Pippo, fu abate della Chiesa di San Mercuriale, primicerio della Cattedrale, protonotario apostolico. Fu il fondatore del giornale "Il Momento". Visse in povertà assoluta, donando giorno per giorno ili tutto ai bisognosi e la sua opera di benefattore non conobbe mai soste. Promosse, coadiuvato dal Comitato Pro Storico Artisti, restauri a San Mercuriale. Alla memoria gli fu conferito "il premio alla bontà".

VIA GIUSEPPE RABONI Quartieri: San Martino in Strada, Ca' Ossi. 1802 - 1836, di Forlì. Prese parte al movimento liberale della città, partecipando alla protesta del 1832, organizzata da Tommaso Zauli Saiani contro il cardinale Albani, commissario straordinario delle Legazioni di Romagna, per l'arbitrario insediamento di un consiglio comunale a Forlì. Arrestato fu rinchiuso nella Rocca, in seguito a Castel S. Angelo e condannato a 20 anni di carcere dal tribunale supremo della Sacra Consulta. Per grazia sovrana gli fu condonata metà della pena e fu trasferito nel forte di Civita Castellana, dove morì dopo tre anni di detenzione.

VIA QUARANTOLA Quartieri: San Martino in Strada, Ca' Ossi. Si richiama alla denominazione numerale delle strade nell'età romana, da cui Trentola, Pievequinta, Pievesistina ecc. La strada comunale Quarantola iniziava a San Martino in Strada e finiva in via Punta di Ferro sulla strada statale n. 67. C. T. del 20.08.1951, C. C. del 07.05.1962 n. 88.

VIALE RISORGIMENTO Quartieri: Ca' Ossi, San Martino in Strada, Resistenza. Denominazione data a ricordo del movimento che portò nel sec. XIX all'unificazione dell'Italia e alla proclamazione dell'indipendenza nazionale. Iniziò nel 1820 con i moti promossi dalla Carboneria nel Regno delle Due Sicilie, per concludersi il 20 settembre 1870 con l'entrata in Roma delle truppe italiane.

VIA AGOSTINO ROTONDI Quartiere: San Martino in Strada. 1868 - 1950, di Bagnacavallo (Forlì). Di professione empirico, fu detto "Zambutèn" in quanto la sua famiglia e lui stesso era dedita alla confezione di medicamenti a base di erbe seguendo le norma dell’erborista francese Jan Botten. Ripetutamente sottoposto a giudizio per esercizio abusivo dell'arte sanitaria, fu infine tacitamente tollerato, nonostante la legge, perché a lui ricorrevano tantissimi malati da ogni parte e perché i suoi preparati, specie a base di pillole, erano richiesti anche da medici illustri.

VIA SANTE E FABRINO Quartiere: San Martino in Strada. Dopo l'alluvione del 1431, fra difficoltà e sfiducia, Sante e Fabrino si impegnarono a far rifluire l'acqua nel canale di Ravaldino dalla chiusa di S. Martino.

VIA SCARDAVILLA Quartieri: Collina, San Martino in Strada. Dal nome del vecchio monastero ora parzialmente ristrutturato, i cui ruderi sorgono nella zona.

VIA AURELIO SILVESTRINI Quartiere: San Martino in Strada. 1857 - 1945, di Forlì. Fu ragioniere e vice presidente della Casa di Riposo di Forlì, appartenne inoltre al Consiglio e alla Giunta comunale per vari anni. Scrisse: una monografia sul nuovo ospedale di Forlì in un numero unico dedicato a Giuseppe Verdi nel centenario della nascita; una cronaca di Forlì dal 1872 al 1922 ed una vita di Garibaldi per date. Fu anche applaudito suonatore di corno nelle orchestre, allievo di Tito Bellonci, autore di musica varia e raccoglitore di memorie forlivesi.

VIA LUIGI TADDEI Quartiere: San Martino in Strada. 1801 - 1866, di Forlì. Figlio di capocomico oriundo di Napoli, seguì la carriera paterna debuttando a Forlì nel 1817 nel Teatro comunale, dove ritornò nel 1840 con fama di essere uno degli attori caratteristi fra i maggiori d’Italia. Fece parte, insieme al faentino Monteallegri, della setta segreta con fini cospirativi “Adelfia”.

VIA UBERTINA Quartiere: San Martino in Strada. Già vicinale Delle Ribolle.

VIA FILIPPO MARIA VISCONTI Quartiere: S. Martino in Strada. Questa denominazione vuol ricordare la battaglia del 1425 che si svolse nel territorio di S. Martino fra Filippo Maria Visconti (1392-1447), duca di Milano e reggente di Forlì come tutore di Tebaldo Ordelaffi, e Carlo e Pandolfo Malatesta, collegati agli Alidori e ai Fiorentini. In seguito a questo episodio la città passò nelle mani di Filippo Maria Visconti con il tripudio generale, stando a quanto narra il cronista Cobelli.

VIA MYRIAM ZITO Quartiere: San Martino in Strada. Myriam era nata a Sicignano degli Alburni il 26.12.1886. Figlia di emigrante ad appena due mesi di età venne condotta dal padre a New York per dimorare nella “Little Italy” dove studiò fino a laurearsi alla High School in lettere e filosofia alla Colombia University. Venne in Italia come corrispondente dall’Europa, e per il New York Herald fu corrispondente di guerra durante il conflitto fra Italia e Turchia negli anni 1911-1912.

VIA PIETRO ZOLI Quartiere: San Martino in Strada. 1830 - 1899, di Forlì. Dottore in chimica, fu anche un filodrammatico. Prese parte alla I guerra d’indipendenza del 1848 nella I Legione Garibaldi dove fu ferito. Nel 1856 fu scritturato come primo attore caratterista nella compagnia Trenti e Venturini, passando successivamente nelle formazioni artistiche di Luigi Robotti, Alessandro Salvini, Achille Maieroni ecc. Terminata la carriera artistica, fu direttore dei Filodrammatici di Rocca S. Casciano.




Commento inserito da Alberto Gorini in data 15/06/2011 11:23:29

Pianta di San Martino in Strada, confini di quartiere tratti da pianta di Forlì dal sito del comune.

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