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Articolo inserito da Andrea Gorini in data 16/10/2007
Storia
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Un po' di Storia di San Martino in Strada
Parrocchia e pieve della Diocesi di Forlì a 4 km circa dal centro, sulla strada per Predappio, strada che rappresenta la medioevale Via Romipetarum.
Nella realtà conservativa dei nomi locali, San Martino è legato alla strada antica che lo attraversava.
"Il bel viale che dal sobborgo Ravaldino si sviluppava lungo la via provinciale di Predappio, costeggiando il canale di Ravaldino, portando a San Martino in Strada invitava a fresche passeggiate estive in calesse, a cavallo o in bicicletta. Nel periodo della macinatura dei cereali questo viale diventava "la via della farina"; intenso era infatti il traffico di cavallari, contadini, operai e artigiani che andavano e venivano dai diversi mulini disposti sulla riva del canale, coi sacchi di grano prima, di farina poi".
Della chiesa di San Martino non si conoscono le origini, anche se già ricordata come pieve in un documento del 962, ovvero in una donazione che il vescovo Uberto fece all'abate Giovanni di San Mercuriale; aveva una giurisdizione molto estesa, comprendendo una parte della città. Nel 1827 don Giovanni Giammarchi costruì la canonica; nel 1914 don Vincenzo Montuschi compì notevoli restauri e rinnovò la facciata della chiesa.
Il cimitero fu costruito nel 1897.





A fine '800 si rilevano le pessime condizioni igieniche nelle case e nelle strade, dove non esistono le fogne e le acque pluviali e quelle di scolo scorrono ai lati delle strade. Le fogne saranno costruite solo nel 1948.
San Martino è stata la prima frazione ad aver costituito nel 1862 il primo sodalizio repubblicano nella campagna forlivese con l'istituzione delle Società Aurelio Saffi ed Antonio Fratti e, nel 1902, la prima Società repubblicana femminile intitolata a Giuditta Tavani Arquati (con 20 soci). Dopo il 1900 viene fondato il circolo Giovanile Repubblicano Goffredo Mameli.
Nel 1909 viene inaugurato il Teatrino Filodrammatico Aurelio Saffi.
L' 11 settembre 1920 si inaugura la lapide in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, murata nel circolo A. Saffi. Una nuova lapide verrà inaugurata il 3 dicembre 1932.
Nel 1866 viene aperta la scuola diurna con 37 iscritti, e serale con 36 iscritti.
Nel 1867 è aperta anche l'unica scuola rurale femminile di Forlì, diretta dalla signora Roberti.
Nel 1920 è fondata la biblioteca scolastica dedicata a Collodi.
Nel 1853 si contano 241 case, 265 famiglie e 1349 abitanti, che salgono nel 1866 a 1633 (861 maschi, 722 femmine) distribuiti su 260 case e 315 famiglie; 85 maschi e 45 femmine sanno leggere, 63 maschi e 17 femmine scrivere.
Il censimento del 1882 conta 1832 abitanti (925 maschi, 907 femmine), mentre la statistica ecclesiastica del 1886, 1775 abitanti. Nel 1901 vi sono 2052 abitanti.

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Commenti
 
Commento inserito da Mario D'Alessandro in data 07/11/2008 21:06:49

Nella foto sopra è rappresentata l'inizio della processione del Corpus Domini  con la partecipazione di tutti i bambini, con in mano una candela, che avevano ricevuto il sacramento della prima Comunione, davanti all'ingresso della chiesa è pronto in baldacchino per accogliere sotto di esso il parroco con l'ostensorio. Col passare del tempo questa tradizione nella parrocchia si è persa, rimane ancora molto partecipata la processione cittadina del Corpus Domini per le vie del centro città presieduta dal Vescovo.

Nella foto sopra si vede un momento della processione con la Madonna del Rosario nella zona delle case popolari dove si possono notare alle finestre i drappi e le coperte pregiate che le famiglie esponevano in onore della Madonna. Questa antica tradizione si è persa e poichè ora la processione si svolge di sera i drappi alle finestre sono stati sostituiti dai lumini rossi.




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