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Articolo inserito da Patrizia Campri in data 03/06/2007
Storia
letto 18872 volte in 12 anni 3 mesi e 24 giorni (4,2)
la bottega del falegname Romano Campri
In Via Padulli 9 mio padre Romano ha creato in circa quaranta anni di ricerca e raccolta in giro per i mercatini di antiquariato della Romagna un "piccolo grande museo" del falegname artigiano di una volta. Sono circa tremila gli utensili per la lavorazione del legno che ha restaurato e amato con passione, come fossero anche loro dei figli, fino all'anno scorso quando è morto proprio in mezzo ai suoi gioielli. Dopo la sua morte io, Patrizia, e mia sorella Raffaella abbiamo deciso di donare il Museo alla comunità forlivese. In sintonia con lo spirito che ha animato la raccolta di nostro padre vorremmo che tutti gli attrezzi venissero esposti, intitolare il museo alla memoria di nostro padre e soprattutto che fosse visibile, visitabile e fruibile dal più vasto numero possibile di persone e bambini.
E' una richiesta impossibile?
Mio padre non aveva certo studiato scienze museali o frequentato le Magistrali, ma era riuscito ad esporlo in 80 mq in modo tale che a chiunque entrasse nel suo ufficio fosse ben chiaro il percorso da seguire per comprendere la strada della lavorazione del legno: dall'abbattimento dell'albero, lo sgrossamento del tronco, le operazioni di segatura, di misurazione e tracciamento, la piallatura, la foratura, di pulizia, di collegamento,di manutenzione degli attrezzi. Insomma un percorso completo e multiplo. Più volte alunni di elementari e medie hanno visitato il museo e se un infarto non lo avesse stroncato probabilmente si sarebbe anche inventato dei laboratori didattici.
Purtroppo mia sorella ed io ci siamo accorte che è difficile anche donare!
A breve il Comune di Forlì nella persona dell'Assessore a Marzocchi dovrà rispondere in seguito ad una interrogazione, sul futuro della raccolta e speriamo che riesca a trovare una collocazione degna del ricordo di nostro padre e soprattutto che la comunità forlivese non perda l'occasione di conoscere la passione con cui i mestieri di una volta e gli artigiani mettevano nel loro lavoro.
Mi piacerebbe avere il parere di questa vostra comunità sanmartinese molto vivace e sensibile riguardo alla storia e ai personaggi che hanno fatto storia anche nel loro piccolo, ma che danno e hanno dato un contributo fondamentale alla storia più grande. Grazie sin da ora per l'attenzione che vorrete rivolgere non tanto a me ma al museo, si spera futuro, della "Bottega del falegname Romano Campri".
Patrizia Campri











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Commenti
 
Commento inserito da Patrizia Campri in data 05/06/2007 21:06:49
Lunedì pomeriggio l'Assessore Marzocchi ha risposto in Consiglio comunale alla interrogazione sul museo di mio padre. "Sì la collezione è interessante e di grande valore per la cittadinanaza ma non siamo in grado di poterla collocare nell'immediato o nel medio periodo" è ciò che a noi eredi è stato garantito. Non c'è male. Vorrei avere il vostro parere. Cercare altri comuni a cui proporre la raccolta o affidarsi alla sorte? Grazie, Patrizia Campri


Commento inserito da Andrea Gorini in data 06/06/2007 21:06:49
Ho avuto il piacere di vedere personalmente tutti gli strumenti di cui parla Patrizia.
Davvero una bellissima e completa raccolta didattica dove si intravede l’amore per il proprio lavoro durato tutta una vita, oro per l’artigianato locale.
Ho visto in questa stanza la storia di una professione, una “vera raccolta didattica” che qualunque istituto professionale, ad esempio l’ITI, potrebbe acquisire a scopo didattico per i propri alunni.
Faccio i miei complimenti a Patrizia e Raffaella per la pazienza con cui hanno conservato ogni piccolo pezzo e mi auguro che si trovi al più presto una collocazione a questo pezzo di storia Romagnola per continuare questa “testimonianza Artigianale”.


Commento inserito da Patrizia Campri in data 14/10/2007 21:06:49
Cari lettori di questo interessantissimo sito spero mi scuserete se ho cliccato una 50 di volte la lettura del mio articolo. Ho cliccato tante volte perchè non voglio che anche da questo luogo scompaia il museo di mio padre. Forse è la forza dell'indignazione che mi spinge continuare per la mia strada. Io proprio non riesco a comprendere perchè esista una Cultura con la C maiuscola e una cultura con la c più minuscola che ci sia. Proprio non riesco a comprendere perchè a distanza di 25 chilometri ci siano realtà e sensibiltà culturali così differenti. Spiegatemi voi perchè Forlì si deve far scappare un museo unico nel suo genere, con pezzi unici che nemmeno il più vasto, ed economicamente più sicuro, Museo del Falegname di Tino Sana a Bergamo possiede. La volontà di mio padre, di mia sorella e mia sarebbe stata quella di arricchire la realtà forlivese, con una raccolta di pezzi del territorio romagnolo, ma non abbiamo avuto che vaghe risposte del tipo: sì la accettiamo (con freddezza), ma non possiamo dirvi dove, come e quando la esporremo, forse tra cinque o dieci o quindici anni;
sicuramente non tutta, circa un quarto. Di fronte ad una tale accoglienza da parte degli esponenti della "cultura" del nostro comune, abbiamo dovuto prendere una decisione sofferta, ma inevitabile. Abbiamo deciso di scindere la collezione così a breve circa 930 pezzi partiranno alla volta della Rocca Malatestiana di Cesena che, a nome di mio padre, aprirà una sezione visitabile e usufruibile dalla cittadinanza cesenate e dalle scolaresche con la possibilità di svolgere laboratori didattici sull'antica arte dell'artigiano falegname.
Ma la grandezza della raccolta di mio padre Romano sta nel fatto che si garantisce, coi pezzi rimasti, almeno altri tre percorsi sulla lavorazione del legno, belli e completi come per il museo di Cesena. Garantire a più realtà, romagnole e non, la possibilità di arricchire i propri musei di un percorso completo del legno, dall'abbattimento del tronco alla manutenzione degli strumenti, resta ancora nello spirito che ha animato la ricerca e la collezione di nostro padre. Forse un giorno qualche altro comune ci garantirà una esposizione permanente intitolata alla memoria di nostro padre, forse anche la sensibiltà di Forlì potrà cambiare. Mi piacerebbe ricevere un commento sia sulla nostra scelta di scindere la collezione, sia sulla "grande sensibilità" delle nostre istituzioni che hanno negli scantinati donazioni di privati che potrebbero riempire la nostra Rocca e rendere Forlì una città più ricca e viva culturalmente.
Grazie, Patrizia Campri


Commento inserito da Roberto Brunelli in data 25/10/2007 21:06:49
Gent.ma Sig.ra Campri,

Non è vero come le hanno risposto che a Forlì mancano gli spazi espositivi, perché presto con il trasferimento delle Carceri dalla Rocca di Ravaldino al quartiere Quattro, si presenterà all’ Amministrazione Comunale il gravoso problema del recupero e riqualificazione delle vecchie Carceri.

Nel mio piccolo ho da molto tempo cercato di coinvolgere i Politici locali di mia conoscenza nella mia idea di trasformare tali strutture carcerarie in Area Espositiva, Centro Museale, Convegnistica, Congressistica.

Tale mia idea era nata ormai più di tre anni fa, ovvero da quando avevo imparato che l’ Hermitage di San Pietroburgo stava cercando in Italia uno spazio espositivo che doveva diventare una “dependance” del Museo principale, così ricco di Opere d’ Arte da non avere lo spazio materiale per esporle nemmeno con Mostre non permanenti.

La scelta di Forlì era sicuramente l’ ideale, perché :

1) rilanciava l’ Aeroporto di Forlì

2) Forlì presentando un serio progetto di recupero delle Carceri avrebbe potuto accedere a finanziamenti agevolati e a fondo perduto da parte della Comunità Europea.

3) La scelta della Romagna, una Regione da sempre “vicina” alla Russia, sarebbe sicuramente stata ben vista dalle Autorità Russe e dagli stessi Dirigenti del Museo.

4) Tutta la Romagna avrebbe beneficiato del nuovo “importantissimo” Polo Museale di Forlì, i turisti “balneari” si sarebbero spostati sempre più nell’ entroterra, creando ricchezza per tutto il territorio, e la Riviera stessa ne avrebbe guadagnato in numero di presenze, perché i turisti avevano un motivo in più per tornare lì in vacanza.

Ma purtroppo …. NESSUNO MI HA DATO ASCOLTO ….

Ed ora …

FERRARA è stata scelta dall’ Hermitage !!!



Commento inserito da Patrizia Campri in data 02/12/2007 21:06:49
Gentilissimi lettori vi ringrazio perchè attraverso questo sito rimane vivo il ricordo di mio padre Romano e perchè sento che vi state incuriosendo intorno alle sorti del museo del falegname.
Venerdì 30 novembre di fronte al notaio Giunchi e al dottor Faedi dirigente del comune, mia sorella Raffaella ed io, abbiamo donato parte del museo di nostro padre, circa 930 attrezzi, alla cittadiananza cesenate e romagnola.
Una parte dell'atto recita così "...i pezzi donati saranno esposti perpetuamente in un museo o parte di esso presso la Rocca Malatestiana di Cesena e sarà, questo museo, intitolato alla memoria di Romano Campri.... i beni acquisiti dal Comune sarano posti sotto la tutela delle Sovrintendenza alle Belle Arti di Ravenna...". Che gioia immensa avrebbe provato mio padre nel sapere che il suo banco da lavoro sarebbe stato tutelato dalle Belle arti quanto un castello o un quadro di Caravaggio.
Comunque cittadini sammartinesi e forlivesi non vi preoccupate perchè ne abbiamo ancora oltre 2000 di attrezzi altrettanto antichi, originali e in grado di garantire ad uno o più musei un percorso completo sula lavorazione artigianale del legno.
Il mio augurio, ma anche il vostro mi sento di sottoscrivere, è che un giorno questa accoglienza ci sia riservata anche dal Comune di Forlì. Ma io non demordo, continuo a conoscere persone che forse mi potranno essere di aiuto anche solo nel contattare le persone giuste, che probabilmente fino ad ora non ho incontrato.
Ringrazio di cuore il Signor Brunelli che mi ha risposto,a cui mi associo nella protesta per il mancato Hermitage romagnolo. Altri spazi si libereranno a Forlì in futuro. La ex ormai pinacoteca è al centro di un grande progetto di ristrutturazione per la nuova biblioteca civica finanziato anche dall'unione europea, se non mi sbaglio, che prevederà il restauro di tantisimi locali, stanze, sale congressi,...
Posso sognare di poter arredare una stanza con gli attrezzi di mio padre? proverò a formulare ad altri assessori, oltre all'Ass. Marzocchi e dirigenti, oltre alla Signora Luciana Prati, questa richiesta, vi prometto che vi terrò informati. Grazie di tutto e scrivetemi o "scocciate" qualcuno che ci e mi possa aiutare a tenere a Forlì tesori della nostra cultura artigiana.


Commento inserito da Patrizia Campri in data 08/03/2008 21:06:49
Entro la fine del mese di Marzo saremo lietissime, mia sorella Raffaella ed io, di invitarvi all'inaugurazione del museo intitolato alla memoria di Romano Campri, il falegname. Tale esposizione, che vanta tutti attrezzi appartenuti a nostro padre Romano, sarà allestita all'interno della Rocca Malatestiana di Cesena, nella torre del maschio. Presto, anzi prestissimo vi forniremo con maggiore precisione la data e l'ora dell'inaugurazione. Grazie per l'attenzione. Patrizia e Raffaella Campri


Commento inserito da Andrea Gorini in data 15/03/2008 21:06:49
Tratto da "Il Momento" del 14 marzo 2008



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Commento inserito da Patrizia Campri in data 16/03/2008 21:06:49
Ringrazio immensamente Andrea per la sua puntualità nel segnalarvi qualsiasi novità riguardante il museo di mio padre.
DUNQUE CI SIAMO
Finalmente una parte del sogno di mio padre, e in parte anche mio e di mia sorela Raffaella, sta per realizzarsi.
SABATO 29 MARZO ALLE ORE 16.00 presso la torre femmina della Rocca Malatestiana di Cesena verranno inaugurate due sale permanenti intitolate alla memoria di Romano Campri.
Vogliamo, mia sorella ed io, invitare tutte le persone che si sono appassionate seguendo le sorti di questo museo artigiano. L'inaugurazione sarà uno degli avvenimenti della settimana della cultura, pertanto si potrà entrare alla Rocca gratuitamente e potrà anche essere visitabile per intero. All'interno della torre femmina ci sono sale che appartengono alla storia della vita contadina romagnola con attrezzi antichissimi e anche originali e unici. Vi consigliamo di visitarla in questa occasione o anche in altri momenti, è possibile visitrla con guide e per le scolaresche sono attivi laboratori diadattici. Nostro padre ne sarebbe sicuramente felicissimo. Sarebbe estremamente contento ed orgoglioso per diversi motivi: la sua raccolta è la testimonianza di una grande passione per l'arte del proprio mestiere; i suoi amati e adorati attrezzi saranno toccati ed usati da scolaresche per raccontare di come una volta si lavorava il legno; altro motivo di gioia per lui sarebbe poter godere del panorama delle finestre delle sale che si aprono su tutta la Romagna e, nelle giornate particolarmente terse, raggiungere con lo sguardo il mare.


Commento inserito da Andrea Gorini in data 28/03/2008 21:06:49
Un'altro articolo uscito oggi sul Corriere Romagna


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Commento inserito da Andrea Gorini in data 29/03/2008 21:06:49
E ancora su Il Resto del Carlino di Forlì


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Complimenti Patrizia, in meno di un anno hai creato qualcosa che rimarrà nella storia di questa terra.


Commento inserito da Patrizia Campri in data 08/04/2008 21:06:49
Un sogno che si avvera! Sabato 29 Marzo 2008 si è inaugurato a Cesena nella prestigiosa Rocca Malatestiana "La bottega del falegname- Raccolta Romano Campri". Vi invito a leggere il nuovo articolo inserito nel sito.



Questo è il libro delle firme per lasciare una dedica a Cesena.



La sala delle teche e pannelli di attrezzi alle pareti.



La seconda sala con bancone.
Grazie ancora a tutti gli intervenuti all'inaugurazionee agli amici che ci sono stati vicini. Spero di aver fatto nascere in voi la curiosità necessaria per poter andare a visitare il museo del mio papà. Grazie ancora.
Patrizia Campri


Commento inserito da Patrizia Campri in data 28/04/2008 21:06:49
Leggete l'articolo sull'inaugurazione del museo del mio papà cliccando su storia. A presto. Grazie, Patrizia


Commento inserito da Patrizia Campri in data 07/05/2009 21:06:50
  Riporto iltesto del nuovo articolo inserito in questo sito
 
Carissimo futuro Sindaco di Forlì risponda a questa domanda......

 

Carissimi lettori di questo sito, carissimi cittadini e carissimi elettori di Forlì abbiate pazienza ma non posso perdere l'occasione di ritornare alla caricaaaaaaaaaaaaa!!!

In questo periodo preelettorale i nostri giornali locali, i muri e i cartelloni pubblicitari, le sedi dei nostri quartieri e delle nostre circoscrizioni ospitano i futuri candidati alla poltrona di sindaco di Forlì, danno loro l'opportunità di far conoscere il loro programma, rispondono a domande, si fanno conoscere. Così come cittadina di Forlì e come figlia di Romano Campri mi piacerebbe incontrare uno ad uno i futuri candidati e vorrei porgere loro una bella domanda: QUALE DIGNITOSA COLLOCAZIONE SI DEVE DARE ALLA EVENTUALE DONAZIONE DELLA BOTTEGA DEL FALEGNAME CAMPRI?

Ricordo che l'amministrazione uscente si era preoccupata di acquisire la collezione, anzi mi aveva assicurato esattamente un antitarme, un bello scatolone a tenuta stagna e un meritato riposo nel magazzino comunale di via Po. Poi presi da compassione avevano gentilmente scaricato la questione alle associazioni artigiane, Confartigianato e CNA. Il Dottor Faggiotto e il Dottor Guardigli si erano resi disponibili a creare un museo ex novo dell'artigianato forlivese, di materiale ce n'è tantissimo, ma c'è sempre bisogno del Comune per gli spazi. E non è che non ce ne siano o saranno in un prossimo futuro. (leggete il commento all'articolo della Bottega del falegname del signor Brunelli)

Sarei tanto onorata e allo stesso tempo curiosa di sapere cosa ne pensano i vari candidati, ma anche ricevere il parere di voi lettori-elettori.  Per ora è tutto, ma non finisce qui. Arrivederci

Patrizia, figlia di un falegname ed elettrice

 




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