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Articolo inserito da Gabriella Cortini in data 30/04/2017
Cartoline
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Foto anni 30-40 : Chiesa & Casa del Fascio

In questa fotografia databile anni 30-40 sono ben visibili sulla sinistra la Chiesa e sulla destra la Casa del Fascio.

 

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Commenti
 
Commento inserito da Gabriele Zelli in data 19/07/2017 10:28:52

L'ex Casa del Fascio di San Martino in Strada demolita dai soldati inglesi


Una rara fotografia pubblicata su questo sito mostra il centro di San Martino in Strada nel periodo antecedente al Secondo conflitto mondiale. Lo si può dedurre dalla presenza nell'immagine della Casa del Fascio che fu costruita fra il 1934 e il 1936. Nel volume "Forlì. Guida alla città", edito nel 2012 da Diogene Book, scritto da Marco Viroli e dal sottoscritto abbiamo dedicato un breve capitolo a questi edifici ed abbiamo scritto: "In un articolo dell'aprile 1934, pubblicato su "Il Popolo di Romagna", dal titolo "Bisogna fare del fascismo un fenomeno prevalentemente rurale", vengono fornite indicazioni per la costruzione delle Case rurali del fascio. "Verso queste campagne che ci sono familiari (...) il fascismo vuol portare tutti i benefici della civiltà. (...) Per quanto modesta possa essere la Casa essa non avrà mai l'aspetto del Circolo ricreativo o del villino. Essa vuole ed ha una architettura virile e modernissima, tutta proprio del tempo nostro, senza la rimasticatura di vecchi stili, espressioni di età sorpassate. A tempi nuovi architettura nuova. Elemento fondamentale di ogni Casa del Fascio è la Torre Littoria. Essa non è e non sarà mai in queste case una semplice torretta di villino, disegnata o appiccicata alla meglio solo allo scopo di soddisfare il regolamento, ma al contrario rifuggendo da qualsiasi considerazione economica, o altro, la Torre, simbolo di potenza, deve essere alta, bene in vista, con linee e volumi ricorrenti nella casa in guisa da costruire non già un completamento, ma un tutto omogeneo, una espressione inconfondibile della Casa del Fascio". In questo contesto si annunciava la costruzione di due edifici a San Martino in Strada e a Vitignano, da realizzarsi su progetti elaborati dagli ingegneri Gino Cervesi ed Elio Danesi. Una terza "Casa" sarebbe stata costruita a Pievequinta su indicazioni degli ingegneri Giuseppe Maltoni ed Elio Danesi. Il 28 ottobre 1936, anniversario della marcia su Roma, le tre Case del Fascio furono inaugurate con grandi festeggiamenti. Su ognuna svettava la Torre Littoria, come si può notare nella fotografia in questione, mentre al pianterreno e al primo piano si sviluppava una serie di spazi destinati a varie attività funzionali al regime, comprese quelle inerenti lo svago e il tempo libero.
Attualmente dei tre edifici quello di Vitignano è utilizzato come sede di un circolo ricreativo delle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), quello di Pievequinta, dopo anni di abbandono e di crolli, è stato interamente ristrutturato e restaurato da un privato. Mentre quello di San Martino in Strada non esiste più dal novembre 1944. Infatti, durante il passaggio del fronte fu demolito dai soldati inglesi, come mi ha raccontato di recente il sanmartinese Domenico Saragoni, classe 1923, attualmente ospite presso la Casa di riposo Zauli di Dovadola, i quali per reperire materiale adatto alla pavimentazione della via Monda, in quel periodo impraticabile, non ci pensarono due volte e atterrarrono la Casa del Fascio. In quei giorni nessuno poteva rivendicarne la proprietà e tanto meno cercare di salvarla.
Le testimonianze dell'epoca, come abbiamo evidenziato Marco Viroli e chi scrive nel libro "I giorni che sconvolsero Forlì. 8 settembre 1943 - 10 dicembre 1944", Società Editrice "Il Ponte Vecchio", Cesena, 2014, ci dicono che anche i liberatori spesso si comportarono in modo molto spiccio e discutibile. A tale proposito abbiamo riportato nel volume la testimonianza di don Biagio Fabbri il quale descrive nel suo diario quando, il 9 novembre 1944, la parrocchia di Vecchiazzano fu invasa da truppe inglesi: "La gioia si tramutò presto in delusione. I militari penetravano ovunque e portavano via tutto: peggio dei tedeschi! Io corsi ad avvisare le famiglie rifugiate presso il Sanatorio, dove non erano ancora giunti gli inglesi, perché accorressero alle loro case invase dai soldati che stavano rovinando tutto. Gli inglesi entrarono anche nel Sanatorio. La voce si sparge anche verso Ladino e sul mezzogiorno quasi tutte le famiglie erano tornate nelle loro case". Don Biagio racconta  l'arrivo, il giorno dopo, del Genio Militare inglese che, avendo bisogno di materiale per sistemare le strade bucate dalle bombe, dalle granate e rovinate dalle continue piogge e dal passaggio dei carri armati, "cominciò ad abbattere le case colpite dai bombardamenti, case spesso ancora riparabili, asportando mattoni, coppi, travi, porte, finestre, tutto. Forse arrecò più danno il Genio in quattro o cinque giorni, che non le granate. Ognuno si sforzava di salvare quello che poteva, nascondendo. Il fabbricato di fronte alla canonica, ad uso di cantina e legnaia, prosegue il parroco, già colpito da due granate e mal ridotto, fu interamente demolito e asportato. Stavano per abbattere anche parte della canonica vecchia che fu poi risparmiata, forse perché ormai non avevano più bisogno di materiali, e certamente anche dietro le insistenze della mia donna di servizio (...). Per tutto l'inverno le nostre case furono occupate dai soldati inglesi e da truppe di colore. Inverno umido e lungo, durante il quale i militari bruciarono tutto,compresi i pali delle viti. E nulla si poteva dire. A primavera giunsero anche le truppe polacche. Spesso i soldati coi carri armati attraversavano i campi per fare istruzione; sovente trasformavano un campo in un attendamento, o vi andavano per farne un campo di pallone. Finché nell'estate se ne andarono tutti e rimanemmo solo noi, italiani, spogli di tutto, con molta miseria e per di più in discordia tra di noi. La scomparsa del fascismo aveva fatto nascere la democrazia e quindi i partiti. A Vecchiazzano la grandissima maggioranza si schierò dalla parte comunista".

Gabriele Zelli




Commento inserito da Gabriele Zelli in data 28/07/2017 17:26:08
La campana della Casa del Fascio di San Martino in Strada non fu distrutta.






Su segnalazione di Daniele Casi, apprendo che la campana collocata sulla sommità della torre della Casa del Fascio di San Martino in Strada non andò distrutta insieme all'edificio. Infatti fu collocata, al momento non so dire quando, su un traliccio a fianco della chiesa di Grisignano, lato via delle Caminate dove si trova tutt'ora. Si tratta quindi di un reperto storico che va considerato come tale. 

Gabriele Zelli 



Commento inserito da Andrea Gorini in data 30/07/2017 08:27:47

Complimenti a Gabriella per la foto e a Gabriele per lil bellissimo articolo storico. Vedo che la campana è stata limata per nascondere alcune scritte del tempo passato, sarabbe stato bello conoscerne il contenuto. Di leggibile è rimasta solo la scritta sul profilo della campana, con riportato il nome della fonderia "caesar brighenti civis bononiensis civet fudit" (Cesare Brighenti fabbricata nel bolognese)




Commento inserito da Gabriele Zelli in data 01/09/2017 19:01:26

In questa rara cartolina, ottenuta grazie alla disponibilità dei curatori del "Museo di Pignaca", si può vedere com'era l'ex Casa del Fascio di San Martino in Strada, edificio di cui ho parlato in un recente articolo pubblicato su questo sito, articolo nel quale ho anche evidenziato che la struttura fu abbattuta dai soldati inglesi nel 1944. 

L'immagine corrisponde alle descrizioni che ne fanno ancora oggi i sanmartinesi più anziani e a come fu descritta dai giornali dell'epoca. La solida costruzione era collocata nell'area attualmente occupata dall'Ufficio Postale. 
Sarebbe interessante, ai soli fini storici, trovare fotografie delle attività che furono ospitate dal complesso, in particolare feste e raduni. 

Gabriele Zelli 



Commento inserito da Andrea Gorini in data 16/12/2018 08:43:03

Tratto da "Il popolo di Romagna" due immagini di progetti del 1934, Pievequinta e San Martino in Strada.

Clicca per ingrandire

La casa del Fascio di San Martini in Strada fu demolita dagli inglesi come riporta il sito www.4live.it nel racconto di Domenico Saragoni, classe 1923




Commento inserito da Daniela Cortesi in data 16/12/2018 10:22:14

Si può sapere con certezza se è stata realizzata come da progetto o come è avvenuto in altre costruzioni, nella realizzazione sono state  modificate.

Dal progetto sembra grandissima.

Dovrei recuperare foto di una festa a cui a patecipato una ragazza di allora.

 




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